Valpolicella Ripasso

Il Valpolicella Ripasso Doc, considerato il fratello minore dell'Amarone, ha visto in questi ultimi anni un incremento nel gradimento dei consumatori. Tale gradimento è dovuto sicuramente dal suo elevato rapporto qualità/prezzo oltre che al fenomeno di "moda" che è nato attorno ad un nome (che oggi è a tutti gli effetti un marchio registrato) dato che è un vino che piace ai giovani. Anche all'estero la richiesta di Valpolicella Ripasso ha visto un notevole successo ed ha reso possibile un nuovo slancio per l'enologia veronese. Il termine Ripasso indica una precisa tecnica enologica di elaborazione del vino Valpolicella che ha una lunga e consolidata tradizione che non trova nessuna pratica equivalente in altre regioni. Il Ripasso prevede, infatti, una macerazione del vino Valpolicella con vinacce fermentate di uve appassite precedentemente utilizzate per la produzione del Recioto o dell'Amarone. In pratica, alla svinatura del mosto-vino, viene messo del vino Valpolicella ottenuto da uve fresche nel medesimo recipiente a contatto con le vinacce ancora in parziale fermentazione. I risultati qualitativi dipendono: dalla tipologia del vino utilizzato per il Ripasso, dal rapporto della sua qualità rispetto a quella delle vinacce, dalla quantità di liquido ancora presente nelle vinacce fermentate dal tempo di contatto. La tecnica del Ripasso è generalmente utilizzata allo scopo di elaborare il Valpolicella Superiore, per cui risulta un vino con una maggior struttura e longevità rispetto al Valpolicella, una maggiore alcolicità, una acidità più bassa e maggior rotondità, un elevato valore in estratti e idoneo ad avere un invecchiamento minimo di un anno previsto dal disciplinare.

La zona di produzione del Valpolicella Ripasso DOC comprende - interamente o in parte - i territori dei comuni di: Marano, Fumane, Negrar, Sant'Ambrogio di Valpolicella, San Pietro in Cariano, Dolcè, Verona, San Martino Buon Albergo, Lavagno, Mezzane di Sotto, Tregnago, Illasi, Colognola ai Colli, Cazzano di Tramigna, Grezzana, Pescantina, Cerro Veronese, San Mauro di Saline e Montecchia di Crosara, tutti in provincia di Verona.

In questo contesto si inserisce la produzione del Valpolicella Ripasso, recentemente entrato a infoltire la lista dei vini a Denominazione di Origine Controllata offerti da questa terra a straordinaria vocazione vitivinicola. Dal marzo 2010, si possono fregiare del marchio D.O.C. i vini Valpolicella Ripasso nelle diverse tipologie e specificazioni: Valpolicella Ripasso Classico, Valpolicella Ripasso Superiore, Valpolicella Ripasso Classico Superiore, Valpolicella Ripasso Valpentana e Valpolicella Ripasso Valpentana Superiore.

 Vitigno

Corvina Veronese (dal 45% al 95%); è tuttavia ammesso in tale ambito la presenza del Corvinone nella misura massima del 50%, in sostituzione di una pari percentuale di Corvina; Rondinella dal 5% al 30%. Possono concorrere, fino ad un massimo del 25% totale, le uve provenienti da vitigni a bacca rossa non aromatici, ammessi alla coltivazione per la provincia di Verona. 

 Caratteristiche

Aspetto

Rosso granato carico tendente al granato con l'invecchiamento.

Profumo

Il profumo è tipico (vecchio stile) con pregevole speziatura con netti richiami al fruttato.

Gusto

In bocca giustamente acido ma non sapido, asciutto e cedevole nel medio palato.

Gradazione

La gradazione minima deve essere di 12,50% vol, 13,00% vol per la tipologia Superiore.

 Età ottimale

Il Valpolicella Ripasso deve essere sottoposto ad un periodo di invecchiamento di almeno un anno a partire dal 1° gennaio successivo all'annata di produzione delle uve. L'invecchiamento deve avvenire nella zona di produzione.

 
 

 Zona di produzione

 Tipologie

  • Valpolicella Ripasso Classico
  • Valpolicella Ripasso Superiore
  • Valpolicella Ripasso Classico Superiore
  • Valpolicella Ripasso Valpentana
  • Valpolicella Ripasso Valpentana Superiore

 Calice e servizio

Va servito in calici a pera a una temperatura di 16-18°C.

 

 

 

 

 Abbinamento con i cibi

La sua struttura, concentrazione ed un grado alcolico più elevato permettono l'abbinamento a importanti piatti di carne o formaggi.