Radicchio Rosso di Verona Igp

Il Radicchio Rosso di Verona IGP deriva da una intensa azione di selezione praticata dagli orticoltori della provincia veronese prima del XVIII secolo. L’interesse destato da questa coltura per l’economia locale ha dato origine, nel comune di Cologna Veneta, alla “Mostra Provinciale del Radicchio Rosso di Verona”.

Il Radicchio Rosso di Verona deriva da piante appartenenti alla famiglia delle Compositae, genere Cichorium, specie inthybus, ecotipo Radicchio Rosso di Verona, può essere distinto in “tipo precoce” oppure “tipo tradivo”. Presenta foglie sessili, intere, con margine privo di frastagliature e piegate a doccia verso l’alto e assumono la tipica colorazione rosso scuro intensa e, addossandosi le une alle altre, danno al cespo la forma di tipico grumolo compatto. La nervatura principale delle foglie, molto sviluppata, è di colore bianco. Nel “tipo tardivo”, dopo l’intervento di forzatura e imbianchimento, e foglie acquisiscono la tipicità di croccantezza e di gusto leggermente amarognolo. Il cespo (grumolo) ha un peso di 150-350 grammi per il “tipo precoce” e di 100-300 grammi per il “tipo tardivo”; viene commercializzato con una piccola parte della radice (fittone) di lunghezza non superiore a 4 cm e di diametro proporzionale alle dimensioni del cespo stesso. Il terreno più adatto per la coltivazione del radicchio è di origine alluvionale, profondo, ricco di sostanza organica con basso contenuto di calcare. Il Radicchio Rosso di Verona si semina nella seconda quindicina di luglio. La raccolta inizia a ottobre e prosegue fino a febbraio, a seconda della precocità della varietà. Dopo la raccolta, per il “tipo tradivo” deve essere effettuata una successiva trasformazione, che prevede una fase di forzatura-imbianchimento da attuarsi raggruppando le piante orizzontalmente in modo da formare cumuli. Seguono poi la tolettatura, il lavaggio e il confezionamento.