Pomodoro del Cavallino

Fra i tanti prodotti che caratterizzano l'agricoltura del litorale veneziano, c'è il Pomodoro del Cavallino, una coltivazione che si estende tra la foce del fiume Sila fino a Punta Sabbioni, comprese le località di Treporti, Mesole, Lio Piccolo e le due Isole di S. Erasmo e Vignole.

La produzione del pomodoro nel litorale veneziano risale ad alcuni secoli fa, quando veniva coltivato dai coloni e mezzadri per autoconsumo o per la sola nobiltà veneziana. Fu a seguito dell'alluvione del 1966, che provocò l'estinzione delle colture da frutto ed in particolare la pesca a pasta bianca, che il pomodoro divenne il protagonista dell'agricoltura locale.

Si tratta di un ortaggio di cui esistono due tipologie: il pomodoro da insalata e quello da conserva. La produzione del pomodoro viene praticata durante tutto l’anno, dalla primavera all’autunno avanzato. Il 90% della coltivazione avviene in serra e il rimanente 10% in campo. La coltivazione e la raccolta avvengono manualmente. Il prodotto non subisce alcuna lavorazione perché viene commercializzato fresco.

Il pomodoro del Cavallino, è molto apprezzato per le proprietà organolettiche derivanti dalla selezione delle diverse varietà del prodotto e dalla natura tendenzialmente salina dei terreni, che gli conferiscono proprietà completamente diverse da quello industriale. Il più noto è il cosiddetto "tondo liscio insalataro", che entra nel mercato a partire dal mese di maggio; i pomodori di tipo lungo, come il Samarzano, vengono prodotti nel periodo estivo, a conclusione del ciclo produttivo. Tra le altre varietà, le più note sono quelle del pomodoro a grappolo o ciliegini e il cuor di bue.