Strada del Vino Bardolino

La zona di produzione del vino Bardolino occupa il settore veneto dell’anfiteatro morenico del lago di Garda: dalla riviera alle colline dell’entroterra. Un’area ricca di scorci paesaggisti, memorie architettoniche (castelli, ville, pievi), produzioni enogastronomiche, strutture e spazi per la vacanza e il relax.

La Strada del Vino Bardolino si sviluppa lungo 80 chilometri, partendo da Bardolino, il paese che ha dato il nome al vino e che ha un’antichissima tradizione viticola. Un documento dell’anno 893 parla dell’offerta al monastero veronese di San Zeno di terre con olivi e vigne nei pressi della chiesa di San Severo da parte di re Berengario I. Nel centro storico sono numerosi gli elementi d’attrazione, a cominciare dalla splendida chiesa di San Severo, capolavoro del romanico veronese. Poco lontano, inglobata fra le case di una piccola corte rurale, vi è la chiesetta di San Zeno, una delle più antiche della provincia.

 

La parrocchiale dei Santi Nicolò e Severo, nel cuore del paese, è ottocentesca. Presso il porto, affacciato sul bel lungolago c’è palazzo Gelmetti, l’attuale municipio. Vicino al porticciolo è anche la loggia Rambaldi, cinquecentesca. Accanto c’è il palazzo Guerrieri Rizzardi, con un giardino proteso verso il lago, mentre villa Carrara-Bottagisio è alla conclusione del lungolago. In collina, un’altra bella chiesetta: San Vito di Cortelline. Sulla Rocca vi è anche l’eremo camaldolese: nella chiesa sono conservate opere pregevoli del Paglia e di Palma il Giovane. Si raggiungono poi le colline di Costermano, le cui vigne ed i vini vennero elogiati nei versi latini dal nobile locale Tomaso Becelli, nel Cinquecento, nel poemetto De laudibus Castri Romani et Benaci. Il palazzo di famiglia è in centro al paese. In municipio c’è il disco con cui il campione olimpico Adolfo Consolini, nato nella frazione di Albarè, stabilì il record europeo nel 1955. Poco fuori dal paese si estende un cimitero militare tedesco. Nella frazione di Castion c’è Villa Pellegrini, un capolavoro incastonato nel verde del giardino all’italiana e delle colline. Nella frazione di Marciaga sorge il piccolo santuario della Beata Vergine del Soccorso.

La strada del vino scende poi a Garda, il cui golfo è chiuso a sud dalla Rocca, su cui sorgeva il castello che diede nome al lago, e a nord dal Monte Luppia, la cui ultima propaggine è costituita dal punta San Vigilio. Qui si può ammirare la villa Brenzoni Guarienti progettata dal Sanmicheli. Sulla piazza del porto s’affaccia il palazzo dei Capitani, in stile veneziano. La festa patronale è il 15 agosto, giorno della Madonna Assunta: è anche la data nella quale si corre il palio delle contrade, sulle barche da pesca. Subito fuori dal paese spicca villa degli Albertini. Verso San Vigilio c’è palazzo Carlotti Canossa, teatro della passione fra Gabriele D’Annunzio e Alessandra di Rudinì Carlotti. Il territorio di Garda rientra nella zona Classica del Bardolino, ma la produzione vitivinicola è limitatissima, e infine a Torri del Benaco. Simbolo di Torri del Benaco è il Castello Scaligero, con il suo museo etnografico e l’antica limonaia, tra le ultime serre di agrumi rimaste in funzione sul lago. Sul porticciolo si affacciano alcuni begli edifici di epoca veneziana, fra il cui il palazzo della Gardesana, oggi albergo. La chiesa parrocchiale è settecentesca. La chiesetta di San Giovanni ha notevoli affreschi. Pai ed Albisano sono le frazioni di Torri del Benaco: la prima, in riva al Garda, ha la chiesetta di San Marco, l’altra, in collina, è un notevole punto panoramico. Fra i boschi delle colline è presente una ricca serie di incisioni rupestri di epoca presistorica e storica.

Tornati a Bardolino, si risale verso Cavaion Veronese. La parte vecchia del paese si sviluppa sulle pendici del monte San Michele. Accanto al municipio è interessante la struttura di Corte Torcolo. Nel centro storico sono caratteristici gli intrói, stretti
vicoli pedonali acciottolati, delimitati da alti muraglioni. La chiesa parrocchiale è della prima metà dell’Ottocento. Poco lontano, lo stagno di Cà Nova, circondato dai vigneti, nasconde i resti di un villaggio preistorico, i cui reperti sono visibili presso il piccolo museo archeologico. In aperta campagna c’è Villa Cordevigo, con la chiesetta di San Martino, che contiene ben tremilatrecento reliquie – vere o presunte tali – raccolte da monsignor Marco Antonio Lombardo. Si prosegue poi per Affi, nelle cui adiacenze si trova Villa Poggi, fatta costruire dai Da Persico nella seconda metà dei Seicento, e poi ampliata tra la fine del Settecento e i primi decenni dell’Ottocento. Ad Incaffi, sulla sommità del Moscal, c’è la villa che appartenne al colto medico Girolamo Fracastoro. Nato nel 1479 da una nobile famiglia veronese, fu medico (papa Paolo III lo volle con sé al concilio di Trento) e letterato. Nel suo trattato De vini temperatura sententia, del 1534, si discute sulle proprietà terapeutiche e dietetiche dei vini. Si prosegue ancora verso Caprino Veronese e Rivoli Veronese per inoltrarsi sul monte Baldo. L’itinerario verso sud porta invece a Pastrengo, Castelnuovo del Garda e Lazise, da dove si continua per Peschiera del Garda e Valeggio sul Mincio, raggiungendo poi Sommacampagna.