Animali di bassa corte

Molto sviluppato in Veneto è anche l’allevamento di animali di bassa corte.

L'allevamento della Gallina Padovana, razza riconosciuta come "pura" da uno standard nazionale redatto dalla Federazione Italiana delle razze avicole, deve rispondere ad un preciso disciplinare di produzione, che prevede innanzitutto una superficie minima nel luogo di allevamento di almeno quattro metri, per poter "ruspare", attività alla quale deve la qualità della sua carne, oltre naturalmente al tipo di alimentazione a base di granaglie, in particolare mais. Per essere "pronta" per la tavola, la gallina deve avere almeno 12 mesi e deve aver completato il suo primo ciclo di produzione di uova. Un marchio registrato ne garantisce l'origine: ad ogni esemplare viene apposto un anellino con il numero dell'allevamento ed esce dal macello accompagnato da un'etichetta, da un pieghevole e, per i ristoratori, da sei cialde che sul piatto accosteranno ogni porzione. L'attuale area di produzione si estende tra le province di Padova e Venezia e in particolare nei centri di Padova, Borgoricco, Casalserugo, Rubano, Vaccarino di Piazzola sul Brenta, Cervarese di Santa Croce, Santa Maria di Sala e Cona. Il crescente interesse registrato in questi ultimi anni attorno alla gallina padovana ha fatto in modo che si moltiplicassero anche le iniziative che vedono protagonista questo pennuto da cortile, come ad esempio la manifestazione "Padova da gustare", la grande vetrina dell'agroalimentare padovano, con il momento clou in "Cene sotto le stelle".

ll Coniglio nel Veneto richiama la tradizione contadina; anticamente l’allevamento del coniglio costituiva la forma di reddito integrativo per le famiglie della mezzadria veneta, che di queste carni si nutrivano e con le quali esercitavano un piccolo commercio per poter disporre di una certa liquidità di danaro. E che il coniglio abbia accompagnato le aziende agricole venete fin dai suoi albori è dimostrato da numerosi documenti storici e che fosse merce di valore lo si deduce essendo inserito nei contratti agrari della fine 800, sia d’affitto che di mezzadria, ma anche più recentemente nei mercuriali della Borsa Merci della Camera di Commercio di Verona, che fin dal suo inizio, nel marzo del 1962, ha inserito il listino "coniglio con pelle", determinandone il prezzo a livello nazionale. Da strettamente familiare l’allevamento del coniglio ha assunto dimensioni maggiori, senza però perdere le sue caratteristiche di ruralità e il suo legame con la terra. Questo è il tipo di allevamento oggi presente nel Veneto, dove esiste la più importante concentrazione al mondo di allevamenti cunicoli. In questo panorama la regione Veneto ha un ruolo leader, rappresentando circa il 38% della produzione nazionale. La presenza, però, degli allevamenti nell’ambito regionale non è uniforme, essendo concentrata soprattutto in cinque province: Treviso, Verona, Padova Venezia e Vicenza.

L’allevamento dell’Oca del Mondragon, tipico del territorio della Comunità Montana delle Prealpi Trevigiane, è circoscritto alla zona del Monte Mondragon in località Arfanta nel Comune di Tarzo. L’oca domestica deriva dall’oca cinerina selvatica che nidifica nel Nord Europa e d’inverno giunge in Italia ed in altri paesi meridionali. La sua addomesticazione è antichissima, risalendo all’epoca neolitica. L’Oca del Mondragon conosce una significativa rinascita quando l’omonima azienda agrituristica decide di recuperare prati e pascoli in via di degrado con allevamenti non intensivi e con prodotti che recuperino tradizioni e “saperi” in via di estinzione. Questo animale da cortile deriva dall’incrocio di due razze: l’Oca Veneta, di colorazione bianca macchiata di grigio sulle ali e sulla testa e l’Oca Romagnola, ottima produttrice di uova, è simile alla Veneta, dalla quale differisce per la totale colorazione bianca candida. L’oca del Mondragonal momento della commercializzazione è un animale giovane, di 4-6 mesi e di un peso tra i 4,5 e i 6 chili. La carne è magra grazie ai pochi mesi di vita e all’intensa attività motoria allo stato brado e semi-brado su prati, zone arbustive e di sottobosco, il cui pascolo viene esercitato in turnamento per consentire il continuo rinnovo delle essenze vegetali più pregiate. Le sue carni risultano particolarmente pregiate, proprio perché racchiudono gli intensi aromi di quanto è stato brucato tra le colline e i boschi del Mondragon, dal tarassaco al trifoglio, dalle more di gelso ai fichi selvatici.