Produttori miele

Miele

   

L’uomo ha iniziato ad adoperare il miele già dalla preistoria, intuendone l’alto valore alimentare e le sue proprietà. Oggigiorno in Italia l'apicoltura è ben radicata e si stimano in novantacinquemila gli apicoltori attivi. Nel Veneto essi sono circa cinquemila, collocando la regione nelle prime posizioni nazionali.

Durante l’Ottocento la produzione di miele era, principalmente, una componente dell’attività familiare, anche se esistevano limitate produzioni per l’artigianato dolciario. Agli inizi del ’900 l’Apicoltura era presente in tutte le ville venete e in molte famiglie di agricoltori. Fino al 1926, anno della promulgazione della prima Legge sull’Apicoltura, gli sciami d’api erano posti in un semplice parallelepipedo; in autunno, alla fine delle fioriture, tutto il contenuto, api comprese, veniva pressato per ricavare il miele e la cera (e quindi distrutta l’intera famiglia e i favi). Dopo il 1926 iniziò lentamente un’Apicoltura un po’ più razionale, anche se fino agli anni ’50 la maggior parte delle api veniva ancora allevata nei cosiddetti “bugni”, rustici ricoveri adattati ad arnia. Solo dopo la Seconda guerra mondiale l’apicoltura s’avvia a diventare una vera e propria attività produttiva e commerciale, indirizzata inizialmente per l’impollinazione dei fruttiferi e successivamente per la produzione di miele di varie qualità, tra cui quelle di castagno, di robinia e millefiori primaverile ed estivo oltre che la melata (ottenuta dall’escrezione dell’insetto Metcalfa pruinosa).

Nel Veneto il miele si produce ovunque, ma soprattutto nelle zone collinari, dove si trovano molte zone alberate e prati anche non falciati, tutte aree che esercitano un'attrazione molto forte per le api. Il Montello, grazie alle numerose aree boschive, alla presenza di una grandissima quantità di acacie che si moltiplicano da sole invadendo anche le zone coltivate, e ampi prati ricchi di erbe anche aromatiche e di fiori spontanei, rappresenta un habitat ideale per le api.

Nella zona del Grappa, ricca di specie floreali, la produzione di miele ha avuto un notevole sviluppo e, soprattutto nell’ultimo secolo ha assunto dimensioni notevoli e produzioni di qualità elevate, apprezzate per le particolari caratteristiche organolettiche che il prodotto riesce a manifestare. Storicamente, questo è un territorio ideale per l’apicoltura, soprattutto perché è possibile valorizzare il cosiddetto Nomadismo Interno, intendendo con ciò la possibilità di spostare gli alveari da 200 metri sul livello del mare, fino ai 1780 m. del Monte Grappa. Tutto questo favorisce maggiore forza e sviluppo delle colonie d’api ed una qualità e quantità indiscussa di produzione.

Il Veneto ha inoltre ufficialmente conquistato la Denominazione d’Origine Protetta per il “Miele delle Dolomiti Bellunesi”, prodotto, a partire dal nettare dei fiori del territorio montano bellunese, dall’ecotipo locale di “Apis mellifera” che deriva da incroci naturali tra diverse razze apistiche e che si è particolarmente adattata nel corso del tempo alle caratteristiche dell’ambiente montano alpino bellunese e permette di ottenere buone rese di miele.

In funzione delle differenti specie botaniche che fioriscono durante il periodo di produzione, Il “Miele delle Dolomiti Bellunesi” DOP comprende le seguenti tipologie: Millefiori, di Acacia, di Tiglio, di Castagno, di Rododendro e di Tarassaco.

Cos'è il miele?

Il miele e' una soluzione zuccherina molto dolce, prodotta dalle api per nutrire le loro larve e per avere una riserva di cibo durante la stagione invernale. Le api operaie prima prelevano il nettare dei fiori e poi lo trasformano in miele dentro una sacca speciale che si trova nel loro apparato digerente. Il miele viene poi conservato in favi all’interno dell’alveare. Il miele d’api è composto di fruttosio, glucosio,acqua, enzimi e oli essenziali; è un alimento molto nutriente (100 grammi forniscono 330 calorie) e mentre il glucosio fornisce energia immediata, il fruttosio va a costituire una riserva energetica. Il colore e il gusto dipendono sia dalla fonte da cui è stato estratto il nettare che quanto tempo il miele risulta essere prodotto; in genere quello di colore chiaro è più pregiato di quello scuro. La cristallizzazione è un processo naturale che dipende dalla composizione e dalla temperatura. Prima di essere messo in commercio, il miele viene riscaldato a 66°C per sciogliere eventuali cristalli, quindi versato in contenitori sigillati per limitare il più possibile la cristallizzazione.