Produttori cereali

Cereali

Il termine cereali non è una voce di classificazione botanica, ma il nome generico che raggruppa le piante erbacee con frutti da cui si può trarre farina. Oltre che le piante, il termine indica i loro chicchi e semi, da cui si ricavano prodotti come la granella.

Le colture estensive o grandi colture rappresentano nel Veneto un comparto produttivo di notevole interesse, sia in termini di ettari coltivati, che di produzioni ottenute. Le grandi colture sono rappresentate prevalentemente dai cereali (Mais e Cereali a paglia quali Frumento tenero, duro e Orzo). Notevole importanza ha assunto negli ultimi vent’anni la Soia (607.695 tonnellate), una coltura estranea alla tradizione italiana, oggi ampiamente impiegata sia per l’alimentazione umana sia per quella animale, e per la quale occupa il primo posto il Veneto.

Di notevole importanza la risicoltura veronese, che è sempre stata caratterizzata dalla coltivazione di risi di alto pregio e le cui pratiche colturali si sono affinate negli anni, seguendo sempre la tradizione pur nella modernizzazione delle tecniche utilizzate. L'avvento della varietà Vialone Nano ha riscosso un grandissimo successo in questa zona, trovandovi la massima espressione qualitativa ed inducendo i produttori aderenti al Consorzio per la Tutela a chiederne il riconoscimento europeo di qualità IGP, recentemente ottenuto. Di questo cereale i veneti hanno un concetto diverso dai loro cugini lombardi: non lo mangiano mai liscio, infatti, ma sempre cotto e servito con molti ingredienti, come carni di tutti i tipi, perfino di montone, salsicce, fegatini di pollo, trippa, fagioli e uva passa, oltre naturalmente a pesci e frutti di mare.

Anche il Riso del Delta del Po, coltivato nella provincia di Rovigo, ha ottenuto l'IGP nel 2009. La coltivazione del Riso nel Delta del Po risale al 1400, anche se la produzione estensiva ed organizzata si sviluppò solo nel XVI secolo, per opera della famiglia degli Estensi, che riuscirono a sfruttare i terreni acquitrinosi che altrimenti sarebbero rimasti abbandonati. Il riso trova infatti in questa zona un terreno ideale, essendo l'unica coltivazione possibile in terreni permanentemente semi sommersi, richiedendo infatti una perfetta sistemazione idraulica del terreno. I terreni alluvionali del Delta del Po, inoltre, derivando dai sedimenti terminali del corso del fiume, sono particolarmente fertili in quanto ricchi di minerali, soprattutto di potassio, al punto da rendere inutile l'aggiunta di fertilizzanti, sia potassici, sia azotati.